Al Cinema Italia di Cosenza di scena “U principicchiu”

di Alessandra Caruso

Si è tenuta al Cinema-Tealtro Italia di Cosenza la rappresentazione teatrale “U principicchiu”, realizzata dal regista Lindo Nudo e dagli studenti del liceo scientifico “Enrico Fermi”. Si tratta, nello specifico, di un allestimento pensato in una direzione laboratoriale. Il Miur, infatti, in collaborazione con Agiscuola, ha deciso di promuovere per l’anno 2015/2016 il “Festival del laboratorio teatrale nelle scuole” rivolto agli istituti di II grado. Lo scopo è quello di monitorare quante siano le scuole che abbiano un laboratorio teatrale e quale sia la loro validità.

Tre le città selezionate: una del nord, Cremona; una del centro Roma; una del sud, Cosenza. In questo contesto lo scientifico cosentino è stato scelto tra le 10 migliori produzioni, secondo quanto confermato anche dall’Anec (Associazione nazionale esercenti cinema).

L’opera, andata in scena il 14 maggio al Cinema-Teatro Italia, prende le mosse da “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry, ma il regista Lindo Nudo le ha voluto dare una cromatura dialettale fine dal titolo “U principicchiu”, così da renderla più corposa e potente linguisticamente.

Interpretata dagli alunni, affiancati dalle tutor del laboratorio teatrale Tina Sicoli e Silvana Giordano, la rappresentazione ha affascinato la platea di tutte le età. Le fiabe, del resto, sono un punto d’incontro tra diverse generazioni. Esse diventano una sorta di “macchina del tempo”. Così ha definito lo spettacolo uno degli attori, Emanuel Bianco, che si è calato nei panni della volpe, personaggio emblematico della storia: “mi sono sentito piccolo ma allo stesso tempo grande nell’interpretare questo personaggio; è stato difficile dal punto di vista fisico ma soprattutto da quello emotivo, mi sono completamente immedesimato nella volpe ed è stata una bellissima esperienza”.

«Ci sono state – spiega Maria Canino, che ha interpretato il “Piccolo Principe” – diverse difficoltà. Il personaggio saltava da una situazione ad un’altra e rimaneva in scena per la maggior parte dello spettacolo, quindi riuscire a mantenere la concentrazione e ricordare ogni dettaglio non è stato facile».

Lo spettacolo è stato molto accattivante, anche grazie ad una sceneggiatura antropomorfizzata: i ragazzi per creare il trono, la montagna e gli altri elementi hanno fatto uso dei loro corpi. Il regista, inoltre, ha spostato la narrazione teatrale in una dimensione onirica. Non tutti gli attori avevano un costume di scena: una scelta a testimoniare l’importanza dei personaggi primari.

Molte le musiche che hanno accompagnato la rappresentazione, supportata anche dall’ausilio della voce narrante interpretata da Simone Garrafa che ha portato lo spettatore direttamente nella storia. Il “Piccolo principe” è una figura chiave dell’immaginario collettivo: un omaggio a chi ancora, in fondo al cuore, si sente bambino e non ha perso il fanciullino dell’anima. È un’enciclopedia di significati, di frasi e emozioni, il motore che muove gli occhi ma soprattutto il cuore perché, proprio come dice la volpe al piccolo principe: “non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi”.

In scena: Maria Canino, Emanuel Bianco, Alessandra Greco, Asia Cozza, Simone Garrafa, Sara Fasano, Dario Porchia, Zoe Katrins, Vincenzo Laneve, Martina Rovito, Martina Remorini, Martina Fuscaldo, Mariella Rotondò, Alessia Mercuri, Alessia Sammarro, Francesca Lucanto, Lorenza Maio, Maria Delia Solca, Mariateresa Presta, Rossella La Cava, Teresa Filice, Silvana Giordano, Anna Dodaro, Damian Ouzoun, Ludovica Spadafora, Miriana mangone , Greta Imbrogno, Maria Turco e Alfonso Toscano.

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