Falconara Albanese: il comitato cittadino chiede a gran voce il ripristino delle scuole nel centro storico

“Riportare alla ricollocazione di uno degli istituti scolastici nel centro storico di Falconara Albanese per non andare incontro al declino di una realtà già svantaggiata”, è questa la motivazione che ha spinto il Comitato Progresso Cittadino, attivo da un anno nel tessuto sociale di Falconara Albanese, ad impegnarsi in una raccolta firma per sensibilizzare l’opinione pubblica ed invitare l’amministrazione comunale a prendere provvedimenti riguardo il plesso scolastico del centro storico. 

“Già dall’anno scolastico 2017/2018, infatti, le classi della scuola secondaria di primo grado del centro di Falconara, sono state trasferite nella frazione di Torremezzo, in marina. Ciò in quanto il vecchio istituto, risalente agli anni ’80, necessitava di lavori di adeguamento sismico – come descritto nel progetto preliminare approvato dalla Regione Calabria ed inserita nella graduatoria in materia di edilizia scolastica annualità 2017 – per un importo di 240mila euro. Tali fondi però non sono stati utilizzati, lasciando in un stato di abbandono l’istituto, oltretutto dotato di un’ampia palestra costata all’epoca dei lavori 150mila euro”. – ad affermarlo è lo stesso comitato in una nota stampa – “Ad aggiungere altro disagio alla già difficile situazione – causa il basso numero di alunni –  la chiusura della scuola primaria nel centro storico, le cui classi si sono viste costrette a trasferirsi nell’istituto della marina. Qui sono presenti quindi le classi della scuola dell’infanzia, le primarie dei due plessi di Falconara centro e Torremezzo, e quelle della scuola secondaria.

Quello che i membri del Comitato rimarcano, è che l’istituto in cui si trovavano fino allo scorso anno le scuole elementari, in piazza del popolo – dove risiede ormai soltanto la scuola dell’infanzia – possiede una disponibilità di aule tali da ospitare uno degli istituti chiusi. In questo caso si riuscirebbe a tenere in vita nel centro storico almeno uno dei plessi. La scelta politica di chiudere entrambe le sedi scolastiche ha trovato il disaccordo degli abitanti, che si sono visti togliere quella micro realtà fondamentale per lo sviluppo sociale dei cittadini del futuro. Motore importante anche per il sostegno economico di piccole attività che con coraggio resistono allo spopolamento del borgo arbëreshë, che in base alla legge 482 del 1999 – che regola le norme nei riguardi delle minoranze linguistiche – dovrebbe essere tutelato. Durante l’ultimo mese i membri del Comitato, ma non solo, hanno dato vita ad una raccolta firme che hanno presentato mercoledì 13 febbraio al sindaco Ercole Conti e alla giunta, che si è vista protocollare oltre 340 nomi e cognomi, una cifra non da poco considerando che dei 1200 elettori, sono circa 700 quelli che realmente vivono nel comune. Il Comitato attende adesso una risposta dal sindaco sulla ricollocazione di uno dei plessi nel centro storico, per evitare di andare incontro ad un sempre più probabile spopolamento, chiedendo di dare ascolto a quella fetta di cittadinanza che da mesi dichiara un pesante malcontento”.

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