Giacco: in caso di dissesto Amantea si prepari ad affrontare lacrime e sangue

<Tanto tuonò che piovve!>. Esordisce così con un comunicato il segretario del Partito Democratico di Amantea, in seguito alle voci che stanno circolando da qualche giorno in territorio nepetino, circa il dissesto del Comune.

Il segretario di partito ci tiene a sottolineare che più volte, negli scorsi mesi, il Pd aveva chiesto chiarezza sui conti dell’Ente, ottenendo però solo rassicurazioni o mancate risposte, che si sono protratte fino ad ora, quando mancano due settimane alla presentazione delle liste elettorali.

<Negli anni passati – dice Giacco – il debito è stato la grande leva che ha permesso alle varie amministrazioni di poter disporre di notevoli entrate aggiuntive: una disponibilità di cassa che ha consentito il perpetrarsi di bilanci allegri e immaginifici. A ciò si aggiungano l’inserimento tra le entrate di voci di dubbia esigibilità ed i crediti vantati da terzi pare non sempre presenti nella contabilità comunale. In molti si sono domandati il perché – continua – della nostra insistenza e per quale ragione il PD attendesse lumi sulla bontà economico-finanziaria dell’Ente prima di pronunciarsi anche rispetto al prossimo appuntamento elettorale.> La risposta, come lui stesso dichiara, è perché il default irrigidisce l’operatività di un Comune producendo conseguenze pesanti, oltre che sul piano politico, sulle prospettive economico-finanziarie, ma anche e soprattutto in ambito sociale.

<Chi paga il conto? I cittadini, ovviamente! Risparmi sulla spesa corrente, sui servizi, sulla manutenzione delle strade, sugli asili, sull’illuminazione, sui servizi sociali. Mentre sul fronte delle tasse c’è da aspettarsi tariffe e aliquote tendenti al massimo consentito. Lacrime e sangue, insomma!> rimarca il segretario, che si chiede come mai tale argomento, nonostante rivesta notevole importanza, e Amantea avrebbe bisogno di fare i conti con la realtà, sembra interessare a pochi.

<Solo se non si è miseri nell’affrontare i problemi e la realtà – conclude – questo momento di crisi potrà rappresentare l’anno zero ed un nuovo punto di partenza.>

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