RUFA CONTEST: la competizione si trasforma in formazione

«Il RUFA CONTEST è la sintesi essenziale di un percorso di formazione complesso e articolato che pone gli studenti di fronte alle sfide che incontreranno quando lasceranno l’Accademia e si confronteranno con il mercato. Una palestra, un allenamento intenso e duro che prepara alla vita, che pone i protagonisti di fronte al peso delle decisioni, che consente di declinare in uguale misura istinto e ragione». Il direttore della Rome University of Fine Arts, l’architetto Fabio Mongelli, nel presentare i canoni estetici dell’edizione 2018 del RUFA CONTEST, rimarca il percorso compiuto fino ad oggi, “generato per dare modo agli allievi di essere proattivi, soprattutto nel momento in cui entreranno in contatto con le aziende e le organizzazioni che regolamentano il mondo dell’arte”.

Assistere o partecipare al RUFA CONTEST significa apprendere ciò che modernità e ricerca sono in grado di offrire. «Nel corso delle precedenti tre edizioni – aggiunge il direttore dell’Accademia legalmente riconosciuta dal Miur – abbiamo simboleggiato le varietà artistiche che RUFA propone in ambito didattico. Stefan Sagmeister, nel 2015, ha illuminato gli studenti sugli aspetti concettuali della grafica e del design e della comunicazione; nel 2016 Karim Rashid ha basato l’efficacia del proprio intervento sulla genesi digitale del prodotto; mentre nel 2017 Francis Kéré ha parlato di architetture, socialità ed etica. Adesso chiudiamo il cerchio. Shirin Neshat si mostra in una concezione artistica più spirituale, tra cinema e fotografia, tra immagine e visioni. Premiata alla Biennale di Venezia, Shirin Neshat si è imposta a livello internazionale per la capacità di esplorare e rappresentare la complessità delle condizioni umane all’interno della cultura islamica. Il tema proposto è un viaggio nell’umano: “Sound or Space or Time. In White and Black”. L’artista iraniana esplora lo spazio tra bianco dal nero, determinandone le contrazioni e le espansioni».

Un mix di arte, media art e contemporaneità che sarà illustrato in uno show quanto mai atteso presso il Teatro Olimpico di Roma il prossimo 12 giugno con inizio alle ore 18.30. E sarà proprio Shirin Neshat a giudicare le esperienze proposte dai venticinque studenti ammessi alla finale del contest. Venticinque progetti che misurano il senso del divenire, così per come ipotizzato dal direttore artistico e ideatore Emanuele Cappelli, dal direttore generale Fabio Mongelli e dall’event manager Alessandro Mongelli.

Sul palco: Iulia Bita (EUFONIA), Sonia Bouslama (MY DAD HAS BROKEN HIS WALLS), Stefano Calabrese (COMFORT ZONE), Rebeca Elena Carini (THE HILL), Francesco Castellaneta (GENTE COMUNE), Maria Cavinato (INTERFERENZA), Francesca Cornacchini (THE CODE #01), Matteo Delai (ZEMBLANITY), Giulia Di Franco (RUIN ANATOMY), Daniele Falchi (ПAPEГKΛIƩIƩ – PARENCLISI), Mirko Fracassi (CRACK), Filippo Gualazzi (LiberAzioni), Camilla Gurgone (ECHINOIDEA), Anica Huck (WHITE OUT), Mohammad Seyed Jeddi (IL CONFINE), Cem Kanyar (POLARIS), Alex Labombarda (UN SACCHETTO DI STOFFA), Francesca Lezzerini (AMORE GEOMETRICO), Francesca Mattiangeli (SPECTRUM), Emanuela Mottola (UNISONO), Davide Rossi Doria (NO/BODY), Elisa Sabatino (TIC TAC BEAT), Silvia Serraiocco (IL SEGNO DI UNA VITA), Arianna Tedesco (L’OSSERVATOREOSSERVATO), Sara Zanin (THIGH GAP_LO SPAZIO CHE AVANZA_). Fuori concorso l’ex studentessa diplomata RUFA, Cecilia Milza (in – BE – tween).

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